DUPLICE NATURA GIURIDICA, PUBBLICISTICA E PRIVATISTICA, DELL’ACI – AUTOMOBILE CLUB D’ITALIA

La natura giuridica dell’ACI – Automobile Club d’Italia è una questione da tempo dibattuta.
L’ACI, nato nel 1905 quale federazione a carattere privatistico rappresentativo dei vari Automobile Club regionali e locali, è stato in seguito trasformato in ente morale (r.d. 14 novembre 1926, n. 2481), al fine di sottolineare i suoi obiettivi di spiccata rilevanza sociale e dal marcato carattere pubblicistico (segnatamente, la riscossione delle tasse di circolazione degli autoveicoli, nonché la gestione del Pubblico Registro Automobilistico). A pochi anni di distanza la natura pubblica è stata confermata dal legislatore (r.d. 24 novembre 1934, n. 2323), con la conseguenza che l’ACI è stato sottoposto alla giurisdizione amministrativa e al controllo della Corte contabile.
Anche lo statuto ACI, approvato con d.P.R. 8 settembre 1950, n. 881, nella sua formulazione originaria ribadiva la natura di ente morale dell’ACI. Ma l’attuale formulazione dello statuto, sulla quale ha inciso da ultimo il d.m. 27 novembre 2012, risulta profondamente innovata. Viene, infatti, affermata una duplice veste dell’ACI: di federazione sportiva, da un lato, e di ente pubblico non economico senza scopo di lucro, dall’altro. Precisamente, l’ACI si qualificherebbe come: 1) ente pubblico non economico a base federativa, in relazione alla gestione del Pubblico Registro Automobilistico e all’acquisizione dei relativi tributi; nonché 2) federazione sportiva automobilistica (privata), riconosciuta a livello internazionale dalla FIA e in Italia dal CONI.
Alla luce di tali osservazioni, l’Automobile Club mantiene, accanto alla natura pubblicistica, definitivamente sancita dalla c.d. legge sul parastato (l. 20 marzo 1975, n. 70), la qualifica di federazione sportiva nazionale, in relazione alla quale si ricollega il carattere privatistico in quanto associazione con personalità di diritto privato ai sensi dell’art. 15, d.lgs. 23 luglio 1999, n. 242.
Dalla duplice veste giuridica rivestita dall’ACI derivano rilevanti implicazioni.
Il Consiglio di Stato, con la sentenza 5 marzo 2012, n. 1230, ha affrontato tale questione, affermando che i due profili dell’Automobile Club, dotato di compiti sia pubblicistici che privatistici, rimangono distinti quanto a poteri, funzioni e organizzazione, con la conseguenza che i principi dettati per le federazioni sportive di cui al citato d.lgs. 242/1999 sono applicabili al solo organo che all’interno dell’ACI svolga funzioni sportive, ossia, al tempo della pronuncia, la CSAI – Commissione sportiva automobilistica e, oggi, due organi di nuova costituzione: il Consiglio sportivo nazionale e la Giunta sportiva.
La sentenza del Consiglio di Stato citata è pubblicata nella Rivista italiana di Diritto del Turismo (2014), con nota esplicativa “La natura giuridica dell’ACI – Automobile Club d’Italia” dell’avv. Irma Giovanna Antonini di LawFed - Studio Legale Antonini.

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