LA NOZIONE DI MEZZO DI TRASPORTO: ESCLUSIONE DEI CARRELLI ELEVATORI E DELLE PIATTAFORME ELEVATRICI

I carrelli elevatori e le piattaforme elevatrici non sono “mezzi di trasporto” e, pertanto, il noleggio degli stessi è un’operazione assoggettabile ad IVA non in Italia, bensì esclusivamente nel paese del committente intracomunitario: ciò deriva sia dall’omessa inclusione degli stessi nella Risoluzione 187/E del Comitato IVA presso la Commissione Europea, sia dalla mancanza sul piano sostanziale dei requisiti propri del mezzo di trasporto.
Con simile massima pare possibile sintetizzare il messaggio della Commissione Tributaria di Pordenone, sentenza n.105/2013, relativo alla natura dei carrelli elevatori e delle piattaforme elevatrici (macchine idonee all’apprensione e alla movimentazione di pallet e di altri oggetti di carico, all’interno di stabilimenti e magazzini, generalmente dal basso verso l’alto e viceversa).
La sentenza è in corso di pubblicazione nella rivista specializzata Il diritto dei trasporti con nota del dott. Vincenzo Antonini di LawFed – Studio Legale Antonini, il quale ha evidenziato gli ulteriori aspetti sostanziali, appresso sintetizzati, che inducono a ritenere che i carrelli elevatori e le piattaforme elevatrici sono categorie da considerare estranee alla nozione di mezzo di trasporto, in assoluto e non soltanto ai fini tributari.
Essi hanno certamente idoneità al movimento, in virtù di forza propria (sono provviste di motore) e dell’attività dell’uomo che le conduce (il quale trova collocazione in un’apposita postazione ricavata sulle stesse); il movimento, peraltro, è meramente funzionale e strumentale rispetto alla movimentazione delle merci.
Esse non possono dirsi idonee al trasporto, inteso come trasferimento di cose o persone da un luogo ad un altro, né tanto meno allo stesso destinate.
Infatti, la loro funzione è operativa, ossia quella di sollevare e movimentare carichi, mentre lo spostamento è soltanto strumentale a tale movimentazione.
Lo spostamento in senso verticale dei carichi non dà luogo a trasporto, ossia a trasferimento di cose da un luogo ad un altro.
Altrettanto vale per lo spostamento strumentale alla movimentazione, sia perché esso non ha una propria funzione autonoma, sia (in via assorbente) perché si tratta di spostamento nel medesimo luogo (stabilimento, magazzino) e non da un luogo a un altro.
La loro utilizzazione avviene, generalmente, nell’ambito di un contratto di logistica, oppure mediante autonomi contratti di prestazione di lavoro o di appalto di servizi: non, dunque, mediante un contratto di trasporto o altro contratto tipico dell’utilizzazione dei mezzi di trasporto.
Esse “hanno la caratteristica della prevalenza del lavoro dell’uomo e, quindi, la funzione operativa, anziché quella veicolare”.

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