LO SPEDIZIONIERE TRADIZIONALE E' EVOLUTO IN IMPRENDITORE DI SPEDIZIONI E TRASPORTI CHE RISPONDE DEI DANNI AL CARICO

L’attività contrattuale tipica dello spedizioniere è la stipulazione di un contratto di trasporto, a nome proprio e per conto del cliente (art. 1737 cod. civ.).
Lo spedizioniere, in senso classico, si configura come un imprenditore, cui l’interessato si rivolge, in virtù della conoscenza che egli ha del settore, al fine dell’individuazione del soggetto che opererà il trasporto della merce alla destinazione richiesta.
La presenza commerciale sul mercato e la possibilità di acquisizione del carico hanno indotto gli spedizionieri a farsi essi stessi organizzatori del trasporto, assumendone il rischio imprenditoriale e beneficiando in proprio del contenimento dei costi di esecuzione del medesimo, conseguibile rivolgendosi a vettori di minime dimensioni, titolari di un solo mezzo di trasporto che conducono personalmente, privi di organizzazione commerciale e di forza contrattuale (i c.d. padroncini).
Allo schema classico dell’operazione commerciale, di contratto di spedizione cui segue un contratto di trasporto, si è sostituito, gradualmente ma con carattere di assoluta certezza, lo schema attuale, che individua un contratto di trasporto fra committente e spedizioniere, e un contratto di subtrasporto fra spedizioniere e vettore di fatto (padroncino).
La conseguenza è che, mentre lo spedizioniere in senso tradizionale non risponde dei danni subiti dalle cose trasportate nel corso del trasporto, lo spedizioniere in senso odierno, che in realtà è un imprenditore di trasporti e spedizioni, ne risponde, nella sua qualità di vettore contrattuale.
Sono numerose le sentenze che si sono occupate di questa fattispecie e tutte nel medesimo senso: che il contratto fra il committente e il c.d. spedizioniere, apparentemente di spedizione, si qualifica in realtà come contratto di trasporto e il c.d. spedizioniere, in realtà imprenditore di trasporti e spedizioni, si qualifica come vettore, del quale contrae le responsabilità per perdita o avarie delle cose trasportate.
L’argomento è stato adeguatamente illustrato dal prof. avv. Alfredo Antonini di LawFed - Studio Legale Antonini nel suo Corso di diritto dei trasporti (2a ed., Milano, 2008, 118 ss.).

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